EDUCAZIONE SESSUALE

 

“[…] L’educazione non è semplicemente una questione tecnica di buona gestione dell’elaborazione delle informazioni, né si può limitare all’applicazione di

“teorie dell’apprendimento” […] E’ in­vece un’attività complessa, che si propone di

adattare una cul­tura alle esigenze dei suoi membri e di adattare i suoi membri e i loro modi di conoscere alle esigenze della cultura”.

Jerome Bruner

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Educare la sessualità significa accompagnare una persona lungo il cammino della vita alla ricerca di una direzione, di un’identità, di un ruolo sociale, di un progetto condiviso e di una storia da raccontare. O, ancor meglio, significa aiutare a costruire la tessitura di un romanzo corale, a giocare i numerosi personaggi compresi in un sé molteplice, a inventare le innumerevoli trame degli incontri, a generare significati nuovi e vita. Significa assecondare e sostenere l’ineffabile desiderio di amore, di libertà e di verità che descrive e informa le nostre esistenze, ma anche guidare nel dubbio, correggere nell’errore, illuminare la strada quando incombe il buio. Non si tratta quindi solo di sviluppare abilità, trasmettere informazioni, insegnare trucchi, né di definire, regolare, controllare il comportamento sessuale o imporre significati e finalità. (Veglia F., Manuale di educazione sessuale,vol. I, 2004).

L’educazione sessuale è una proposta permanente che non può essere limitata ad un aspetto parziale della vita umana e deve essere saldamente radicata nel progetto educativo di tutti coloro che hanno a cuore il futuro di chi cresce. (Veglia F. 2004).

Il modello interattivo narrativo fa riferimento a processi educativi mediati da una relazione tra persone fisicamente presenti che si riconoscono reciprocamente e insieme costruiscono il significato del loro incontro.  L’educazione sessuale può avvalersi di qualsiasi strumento didattico o forma di comunicazione vicariante, ma non può rinunciare alla presenza incarnata dell’adulto accanto al più piccolo, del maestro accanto all’allievo. (Veglia, 2004).